Dalla vista alla visione

“…il più importante per la qualità della vita della persona”

Attraverso la vista, infatti, passa la maggior parte delle informazioni che giungono al cervello (oltre l’85%). Sono informazioni molto diversificate e dettagliate, “potenzialmente” di ottima qualità e precisione. Esse vanno dall’immensità di un cielo stellato posto all’infinito, a un oggetto minuto, come la cruna di un ago, posta a 30 centimetri dagli occhi.

L’occhio

L’occhio è un organo di piccole dimensioni (circa 22 millimetri), ma capace di sviluppare una grandissima potenza. Viaggia, infatti, alla velocità della luce (circa 300mila km/s), “al punto che può vedere nitidamente una stella all’infinito e in pochi decimi di secondo la cruna di un ago a 30 cm”. L’occhio è anche un organo imbrigliato da una serie di muscoli estrinseci. Questi ultimi servono a direzionarlo in modo estremamente preciso nello spazio verso gli obiettivi che intende guardare.

Esistono un occhio dominante (il puntatore-centratore) e un occhio dominato, che deve convogliare il suo angolo di osservazione sul punto indicato dal dominante. Nel punto dove i due occhi si incontrano, in base alla loro distanza, avverrà anche la focalizzazione tramite il sistema di autofocus (accomodazione). Una operazione che compete al cristallino e deve coincidere perfettamente con il punto centrato. Gli occhi, inoltre, hanno un sistema di movimenti micrometrici di centratura che si chiamano saccadi (salti) che sono indispensabili per una buona lettura.

L’occhio

L’occhio è un organo di piccole dimensioni (circa 22 millimetri), ma capace di sviluppare una grandissima potenza. Viaggia, infatti, alla velocità della luce (circa 300mila km/s), “al punto che può vedere nitidamente una stella all’infinito e in pochi decimi di secondo la cruna di un ago a 30 cm”. L’occhio è anche un organo imbrigliato da una serie di muscoli estrinseci. Questi ultimi servono a direzionarlo in modo estremamente preciso nello spazio verso gli obiettivi che intende guardare.

Esistono un occhio dominante (il puntatore-centratore) e un occhio dominato, che deve convogliare il suo angolo di osservazione sul punto indicato dal dominante. Nel punto dove i due occhi si incontrano, in base alla loro distanza, avverrà anche la focalizzazione tramite il sistema di autofocus (accomodazione). Una operazione che compete al cristallino e deve coincidere perfettamente con il punto centrato. Gli occhi, inoltre, hanno un sistema di movimenti di micrometrici di centratura che si chiamano saccadi (salti) che sono indispensabili per una buona lettura.

Cos’è la vista?

La vista è una capacità oggettiva che risponde alle leggi dell’ottica fisica. Le onde elettromagnetiche (la luce) emesse da una sorgente luminosa si propagano per linea retta, quando nel loro percorso investono un oggetto non completamente trasparente. Una parte rimbalza (riflessione) rimandando la forma del corpo incontrato. I fotoni riflessi colpiscono l’occhio, superano la cornea, entrano dal forame pupillare, attraversano l’umor acqueo fino a incontrare una lente biconvessa di circa 15 diottrie, che funge anche da autofocus (il cristallino).

I fotoni riflessi continuano il loro percorso oltrepassando l’umor vitreo. Se non esistono difetti refrattivi vanno a focalizzarsi sulla retina (tessuto nervoso) dove sono presenti dei fotorecettori che li catturano. Nella parte centrale della retina (fovea) si trovano oltre 6 milioni di coni, che consentono la visione distinta (i famosi 10/10 di vista) e la percezione dei colori (la visione fotopica). Nella parte semiperiferica e periferica della retina, invece, sono presenti i bastoncelli, che sono meno focalizzanti, ma molto più sensibili al movimento e assicurano la visione scotopica (al buio). Quando la luce ha raggiunto la retina, inizia una “magia” biochimica e bioelettrica che la trasforma in frequenze elettriche che sono trasportate, tramite il nervo ottico, in aree specifiche celebrali. La vista è indispensabile per mettere in comunicazione il mondo esterno con quello interno.

Cos’è la vista?

La vista è una capacità oggettiva che risponde alle leggi dell’ottica fisica. Le onde elettromagnetiche (la luce) emesse da una sorgente luminosa si propagano per linea retta, quando nel loro percorso investono un oggetto non completamente trasparente. Una parte rimbalza (riflessione) rimandando la forma del corpo incontrato. I fotoni riflessi colpiscono l’occhio, superano la cornea, entrano dal forame pupillare, attraversano l’umor acqueo fino a incontrare una lente biconvessa di circa 15 diottrie, che funge anche da autofocus (il cristallino).

I fotoni riflessi continuano il loro percorso oltrepassando l’umor vitreo. Se non esistono difetti refrattivi vanno a focalizzarsi sulla retina (tessuto nervoso) dove sono presenti dei fotorecettori che li catturano. Nella parte centrale della retina (fovea) si trovano oltre 6 milioni di coni, che consentono la visione distinta (i famosi 10/10 di vista) e la percezione dei colori (la visione fotopica). Nella parte semiperiferica e periferica della retina, invece, sono presenti i bastoncelli, che sono meno focalizzanti, ma molto più sensibili al movimento e assicurano la visione scotopica (al buio). Quando la luce ha raggiunto la retina, inizia una “magia” biochimica e bioelettrica che la trasforma in frequenze elettriche che sono trasportate, tramite il nervo ottico, in aree specifiche celebrali. La vista è indispensabile per mettere in comunicazione il mondo esterno con quello interno.

Cos’è la visione?

La visione è l’elaborazione delle informazioni visive, provenienti dall’ambiente tradotte dall’occhio, a livello corticale. Naturalmente il tutto è ulteriormente complicato dal fatto che gli occhi sono due: ogni occhio vede la stessa immagine centrale e paracentrale (ma con prospettive leggermente diverse), mentre cambiano i campi periferici. La somma dei due campi visivi, che hanno una piccola disparità retinica, dà origine all’abilità visiva più nobile: la tridimensionalità dello spazio. Vale a dire la famosa stereopsi, che ci consente di vedere i rilievi, percepire le distanze, insomma, vedere il mondo tridimensionale.

Tutte le informazioni, dopo aver raggiunto il cervello, tramite un processo molto complesso e articolato, sono confrontate, mischiate, elaborate e integrate con il restante 15% proveniente dagli altri sensi: olfatto, tatto, gusto e udito. Quindi, vengono comparate con le informazioni precedentemente archiviate e catalogate (vissuto soggettivo). Solo dopo avere effettuato tutte queste operazioni e ricognizioni, danno luogo a risposte comportamentali coerenti con l’esperienza soggettiva. La percezione è l’insieme dei processi grazie ai quali otteniamo informazioni sull’ambiente che guidano le nostre azioni. Le informazioni sono ottenute a partire dai sistemi sensoriali (la visione su tutti). Si tratta dunque di un processo che implica il riconoscimento, l’interpretazione, l’organizzazione e la processazione degli stimoli registrati dai nostri sensi. La percezione è molto spesso multisensoriale e dipende dalla collaborazione dei vari sistemi.

Cos’è la visione?

La visione è l’elaborazione delle informazioni visive, provenienti dall’ambiente tradotte dall’occhio, a livello corticale. Naturalmente il tutto è ulteriormente complicato dal fatto che gli occhi sono due: ogni occhio vede la stessa immagine centrale e paracentrale (ma con prospettive leggermente diverse), mentre cambiano i campi periferici. La somma dei due campi visivi, che hanno una piccola disparità retinica, dà origine all’abilità visiva più nobile: la tridimensionalità dello spazio. Vale a dire la famosa stereopsi, che ci consente di vedere i rilievi, percepire le distanze, insomma, vedere il mondo tridimensionale.

Tutte le informazioni, dopo aver raggiunto il cervello, tramite un processo molto complesso e articolato, sono confrontate, mischiate, elaborate e integrate con il restante 15% proveniente dagli altri sensi: olfatto, tatto, gusto e udito. Quindi, vengono comparate con le informazioni precedentemente archiviate e catalogate (vissuto soggettivo). Solo dopo avere effettuato tutte queste operazioni e ricognizioni, danno luogo a risposte comportamentali coerenti con l’esperienza soggettiva. La percezione è l’insieme dei processi grazie ai quali otteniamo informazioni sull’ambiente e guidiamo le nostre azioni. Le informazioni sono ottenute a partire dai sistemi sensoriali (la visione su tutti). Si tratta dunque di un processo che implica il riconoscimento, l’interpretazione e l’organizzazione degli stimoli registrati dai nostri sensi. La percezione è molto spesso multisensoriale e dipende dalla collaborazione dei vari sistemi.

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Specialisti in Visione e Postura.

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