Presbiopia

Causa e definizione di presbiopia

 
Con il passare degli anni tutti gli occhi, anche quelli che non avevano difetti visivi, per vedere nitidamente da vicino devono ricorrere alla compensazione ottica. Verso i 45 anni, infatti, puntuale come il sorger dell’alba al mattino, per tutti gli uomini arriva la presbiopia. Questo difetto è determinato dalla perdita d’elasticità del cristallino (“autofocus”). Tale perdita d’elasticità è dovuta ad un indurimento fisiologico delle lamelle che lo compongono.
 

Correzione ottica per la presbiopia

 
Oggi con l’allungamento dell’età lavorativa e con le nuove tipologie di lavoro, che implicano l’uso del computer e il bisogno di vedere a fuoco da vicino e a medie distanze, è diventato molto più difficile compensare la presbiopia con le lenti tradizionali monofocali.
Queste consentono sì un’ottima focalizzazione, ma lo fanno ad una distanza fissa, quindi in modo rigido. Per questo è sempre più diffuso l’uso di lenti multifocali capaci di rendere più flessibile la distanza di focalizzazione (in particolare quelle progressive). Spesso, in passato, queste lenti sono state proposte senza un’adeguata analisi dei reali bisogni dei clienti. E ciò ha creato delusioni rispetto alle aspettative immaginate.
Il vero segreto, di Pulcinella, per i successi che normalmente si possono ottenere con questo tipo di equipaggiamento visivo, è la capacità e l’esperienza dell’ottico optometrista. Egli sa selezionare, con un’accurata anamnesi, le persone che abbiano una reale necessità di vedere a fuoco contemporaneamente a diverse distanze. A ciò si aggiunga la scelta del tipo di lente e del perfetto confezionamento dell’ausilio ottico. E si aggiunga soprattutto la disponibilità dell’ottico optometrista di dedicare al suo cliente tutto il tempo necessario durante il periodo di adattamento.
Riportiamo una bella citazione sulla compensazione ottica della presbiopia, presa da un libro di Costantino Bianchi (docente e illustre oftalmologo). Essa recita così: “Alla malinconia di una giovinezza che se ne va non associamo la penitenza di un ausilio visivo che, per risolvere un problema, ne crea molti altri!”.
 

Gli equilibri

 
Oltre ai quattro difetti canonici che abbiamo analizzato, per avere una buona visione è determinante controllare gli equilibri esistenti tra i muscoli dei due occhi e il loro rapporto con l’accomodazione. Questi equilibri sono i prerequisiti perché il cervello riesca a sovrapporre le due immagini che riceve dagli occhi. Quelle viste con l’occhio destro con quelle viste con il sinistro (fusione), mantenendo una piccola disparità retinica fisiologica che ci consentirà di fruire dell’abilità per eccellenza dell’uomo: il senso stereoscopico. Esso consiste nella possibilità di vedere lo spazio in modo tridimensionale.
Perciò, oltre allo strabismo manifesto, vanno controllate e valutate attentamente: le forie (piccoli strabismi autocompensati), il rapporto tra convergenza e accomodazione, motricità, escursioni, fissazioni, inseguimenti, rotazioni, saccadi, profondità di campo, contrasto, visione periferica, visualizzazione, senso cromatico, dominanze.
 

Altri fattori

 
La vista deve essere protetta anche da fattori ambientali potenzialmente negativi. Tra questi, l’esposizione a forti fonti di calore, raggi ultravioletti (sempre più diffusi in conseguenza del buco nell’ozono, ma anche delle lampade abbronzanti), superfici riflettenti come sabbia, neve, acqua, lamine metalliche. Poi va protetta dall’intrusione di sostanze volatili, come quelle allergizzanti, fumi, sostanze chimiche, polveri. E infine da corpi estranei. Ciò è possibile grazie ad appropriati occhiali protettivi che l’ottico optometrista può consigliare e predisporre in modo mirato e individualizzato.
Si possono anche utilizzare occhiali capaci di aumentare le performance durante una serie di attività. Ad esempio: lavoro a video terminali, guida notturna, sole abbagliante, nuoto, sub, tavola a vela, pesca, golf e tiro al piattello, sci, ciclismo. Sia con lenti neutre, sia graduate, appositamente colorate e trattate per migliorare il contrasto.

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