Glossario

Ottico-Optometrico

A

Accomodazione

Incremento del potere diottrico dell’occhio, attuato dal cristallino per permettere la visione nitida a tutte le distanze.

Acuità visiva, visus, acutezza visiva

Capacità di distinguere i dettagli di forma di un oggetto; capacità dell’apparato visivo (occhio + psiche) di vedere nitido. Non va confusa con il difetto visivo (che si misura in diottrie). L’acutezza visiva normale per convenzione è denominata “ dieci decimi “. I soggetti con difetti visivi non corretti hanno in genere un visus minore (otto, sette,…decimi).

Ametrope

Soggetto con un difetto visivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo).

Ampiezza accomodativa

Massimo incremento del potere diottrico dell’occhio determinato dalla variazione di forma del cristallino (accomodazione). È massimo alla nascita (18 diottrie) e arriva quasi a zero a circa sessant’anni.

Analisi visiva

Procedura non invasiva che permette la valutazione della funzionalità visiva e di rilevare, misurare le eventuali anomalie. L’optometrista normalmente non esegue una semplice refrazione ma acquisisce una serie di elementi funzionali che poi analizza e valuta per determinare la ricetta o la prescrizione personalizzata che ritiene idonea alla compensazione del difetto visivo. L’analisi visiva indaga la parte funzionale e refrattiva e conseguentemente non si limita alla sola compensazione e fornitura di un ausilio visivo ma è in grado anche di indicare degli esercizi di ginnastica oculare come coadiuvanti dell’ausilio o potenziamento.

Anamnesi optometrica

Per noi ottici optometristi questo termine è il punto di partenza di un’analisi visiva. La persona che entra nel nostro studio abitualmente ci riferisce perché è venuta da noi, i suoi bisogni e le sue aspettative… Noi chiediamo di ricordare una serie di elementi che riteniamo indispensabili per poter costruire un ausilio visivo personalizzato o altro. Abbiamo bisogno di conoscere: il suo stile di vita, la correzione ottica in uso, le sue lamentele, la distanza di lavoro, la sua eventuale esposizione a radiazioni luminose, i suoi hobby, da quanto tempo non effettua una visita oculistica… L’analisi di tutti questi elementi ci aiuterà a scegliere il tipo di compensazione ottica da prescrivere e la tecnologia oftalmica più indicata…, oppure consigliare una visita oculistica.

Anisometropia

Differente difetto refrattivo nei due occhi, di almeno 2 diottrie.

C

Convergenza

Movimento simultaneo di entrambi gli occhi verso l’interno, generalmente per mantenere la visione binoculare singola simultanea all’avvicinamento di un oggetto osservato. Può essere volontaria, fusionale o successiva a spasmo dell’accomodazione.

D

Daltonismo

Difetto per cui non si distinguono il verde con il rosso. Inteso più comunemente come incapacità di distinguere i colori.

Divergenza

Movimento simultaneo degli occhi verso l’esterno, generalmente per mantenere la visione binoculare singola simultanea all’allontanamento dell’oggetto osservato. Non può essere volontario.

E

Eccesso di convergenza

Deviazione oculare eccessiva verso l’interno nella visione per vicino.

Eccesso di divergenza

Deviazione oculare all’esterno.

Emmetropia

Condizione dell’occhio in assenza di difetti refrattivi.

Esame visivo

Verifica e misura dei parametri visivi, valutazione della motilità, forie, tropie, acutezza visiva statica e dinamica per lontano, per vicino e media distanza, visione dei colori, sensibilità al contrasto, stereopsi, rilevazione e misura delle ametropie e della presbiopia.

Esoforia

Tendenza latente di un occhio alla deviazione verso l’interno e l’esterno che può essere più o meno compensata dalla riserva fusionale.

Esotropia (deviazione convergente, strabismo interno)

Deviazione all’interno di un occhio mentre l’altro fissa normalmente.

Eteroforia (foria)

Deviazione oculare latente mascherata dalla fusione.

Eterotropia

Strabismo, deviazione dell’assetto degli occhi, talvolta alternante quando, osservando un oggetto, gli assi ottici dei due bulbi oculari non risultano allineati su ciò che si osserva.

Exoforia

Tendenza latente di un occhio a deviare verso l’esterno che può essere più o meno compensata dalla riserva fusionale.

Exotropia

Errato allineamento degli occhi per la deviazione all’esterno di uno di essi, mentre l’altro mantiene la fissazione.

F

Foria (eteroforia)

Tendenza alla deviazione dei bulbi oculari. È neutralizzata dalla fusione, che provvede a mantenere l’assetto corretto.

Fotofobia

Eccessiva sensibilità alla luce.

Fotopsie

Sensazione di flash luminosi istantanei, sovente indicativi di trazioni vitreo-retiniche.

Fotorecettori

Cellule retiniche (coni e bastoncelli) che trasformano la luce in impulsi nervosi che arrivano al cervello.

Fusione motoria

Movimenti oculari correttivi al fine di mantenere la visione binoculare singola simultanea di un oggetto.

Fusione

Unione delle immagini percepite a livello corticale e psichico, relative a quelle provenienti da ciascuna retina, in un’unica immagine.

G

Glare

Abbagliamento.

I

Infinito

Distanza dalla quale i raggi luminosi arrivano paralleli tra loro.

Iperforia

Tendenza alla deviazione verso l’alto di un occhio.

Ipermetropia

Ametropia in cui nell’occhio, con accomodazione rilassata, l’immagine di un oggetto lontano si forma non in coincidenza della retina ma subito dopo (in modo virtuale). Ciò è dovuto alla focale troppo lunga rispetto alla lunghezza del bulbo oculare. L’ipermetropia induce ad accomodare sempre, per vedere bene, a qualunque distanza si trovi l’oggetto osservato. Può essere corretta con occhiali o lenti a contatto.

Ipertropia

Deviazione di un occhio verso l’alto.

Ipotropia

Deviazione di un occhio verso il basso.

Ipovisione

Grave riduzione permanente della funzionalità visiva (acuità visiva) anche dopo la migliore correzione diottrica.

Isopsia

Uguaglianza della visione dei due occhi.

L

Lente

Strumento ottico che serve a compensare le ametropie dell’occhio. Destinata alla preparazione degli occhiali (assemblata sulla montatura), è un dispositivo medico. La lente oftalmica serve a neutralizzare i disturbi visivi, o vizi di refrazione. Può essere sferica o astigmatica, monofocale, bifocale, multifocale (progressiva o digressiva). Il materiale di cui è composta può essere: vetro, resina, o altro materiale sintetico, con trattamento superficiale indurente, antiriflesso, idrofobico. Possono essere colorate in pasta, in superficie, placcate, con additivo polarizzante o fotocromatico.

Lente a contatto

Lente (correttiva, terapeutica, cosmetica o altro) applicata sulla cornea, a diretto contatto con il film lacrimale che la ricopre. Il principio del suo funzionamento fu descritto per la prima volta da Leonardo da Vinci.

Lente a contatto gas permeabile (RGP o semirigida)

Lente a contatto rigida in materiale che consente il passaggio all’ossigeno ed al biossido di carbonio. Ciò permette di eseguire un’applicazione più sicura e prolungata nel tempo. Non si deteriora facilmente e può essere realizzata nelle forme (parametri) più complesse.

Lente disposable

Lente a contatto morbida ed idrofila con ricambio giornaliero.

Lente fotocromatica

Lente contenente una sostanza fotosensibile che reagisce alla luce del sole.

Lente idrofilica

Lente a contatto morbida che assorbe e si lega all’acqua.

Lente monofocale

Termine generico per indicare una lente sferica o torica avente uguale potere diottrico su tutta l’area ottica.

Lente morbida

Lente a contatto in materiale idrofilo (contenente acqua) più facilmente sopportabile rispetto alle “ rigide “. Va sostituita con maggior frequenza perché facilmente inquinabile e deteriorabile. Non consente la correzione di certe ametropie.

Lente multifocale (bifocale)

Termine generico per indicare una lente contenente aree con differenti poteri diottrici. Hanno la metà superiore dedicata alla visione per lontano e la zona inferiore per quella da vicino.

Lente multifocale (progressiva)

Termine generico per indicare una lente contenente più aree con diversi poteri diottrici che variano in progressione aumentando (se lente positiva per ipermetropi) o diminuendo (se lente negativa per miopi) il loro potere diottrico da lontano a vicino. Hanno la parte superiore dedicata per la visione per lontano, un canale centrale per la visione intermedia e la parte inferiore per la visione da vicino.

Lente multifocale digressiva (detta anche occupazionale)

Lente oftalmica multifocale che enfatizza l’area per la visione da vicino e a media distanza, a scapito di quella da lontano.

Lente rigida

Lente a contatto costruita con un materiale rigido (PMMA : polimetilmetalcrilato) non permeabile ai gas.

M

Miopia

Ametropia di un occhio con eccessivo potere diottrico. È la condizione ottica di un occhio in cui, con accomodazione rilassata, l’immagine di un oggetto lontano si forma non in coincidenza della retina ma subito prima. Ciò è dovuto ad una focale troppo corta rispetto alla lunghezza del bulbo oculare. L’occhio miope non può neutralizzare il difetto con l’accomodazione (come accade per quello ipermetrope), pertanto da lontano il soggetto miope ha sempre una scarsa acuità visiva. Nella visione ravvicinata l’occhio miope compie un minor sforzo accomodativo. Può essere corretta con lenti da occhiale o meglio con lenti a contatto.

Montatura

Struttura che sostiene le lenti, composta fondamentalmente dal frontale e dalle aste, queste ultime unite al frontale con delle cerniere.

O

Occhiale

Dispositivo per compensare le ametropie, composto da montatura e lenti oftalmiche.

Oculista

Medico chirurgo specialista in oftalmologia. Fa prevenzione, diagnosi e terapia in particolare degli organi preposti alla visione. Per noi optometristi l’oculista è un medico specialista di eccellenza che cura le malattie degli occhi, infatti, inviamo all’oculista le persone con sospette patologie oculari. Riteniamo che nell’interesse del cittadino questa collaborazione, tra professioni contigue ma molto diverse, vada potenziata.

Optometria

Scienza della visione, ambito multidisciplinare che studia i fenomeni fisici, biochimici, psichici che generano la funzionalità visiva.

Ortoforia

Assenza di deviazione latente oculare.

Ortottica

Studio e trattamento non invasivo dei difetti della coordinazione oculare, della visione binoculare o dell’ambliopia funzionale. È quindi un insieme di tecniche mirate alla rieducazione e riabilitazione visiva, in particolare dello strabismo.

Ottico

Ha le capacità professionali per individuare eventuali difetti della vista (nei limiti previsti dalla legge), oltre alle competenze tecniche per compensarli. Predisponendo e adatta sussidi ottici personalizzati e su misura, siano essi lenti occhiali e/o occhiali, supporta il cliente nella scelta della montatura e delle lenti più idonee sia tecnicamente sia esteticamente. Istruisce e addestra il cliente nell’utilizzo corretto dell’ausilio visivo e garantisce, con la sua presenza costante, l’indispensabile manutenzione e l’assistenza nel tempo.

Ottico optometrista

È l’operatore sanitario che, in quanto esperto dell’ottica oftalmica, dell’ottica fisiologica, della fisica ottica, delle componenti fisiche e chimiche e delle applicazioni dei materiali e degli strumenti necessari a risolvere i problemi visivi, esegue con tecniche optometriche, metodi oggettivi e soggettivi, autonomia professionale e responsabilità (di risultato), l’esame delle deficienze visive. L’ottico optometrista individua, previene, corregge e compensa i difetti visivi e le anomalie della visione sia attraverso la prescrizione, la fornitura, l’adattamento di occhiali, lenti a contatto di ogni tipo e ausili per ipovedenti, sia mediante idonee procedure di educazione visiva, sia mediante tecniche strumentali.

P

Percezione visiva

Consapevolezza della psiche che “vede” il mondo esterno, interpretando gli stimoli nervosi provenienti dalla retina tramite il nervo ottico. A seguito dei raggi ottici provenienti dall’oggetto, messi a fuoco sulla retina e da questa trasformati in impulsi nervosi mediante un processo biochimico, la psiche percepisce un’immagine con luminosità, contrasto, colore, definizione di dettaglio, dimensioni/distanza, posizione, movimento e altri parametri correlati all’interpretazione mentale. Il tipo di percezione cambia da persona a persona, mentre il processo che porta alla percezione è uguale per tutti.

Postura

Insieme dei rapporti esistenti tra l’intero organismo, le varie parti del corpo e l’ambiente che lo circonda. Altro non è che la posizione che il corpo assume adattandosi e opponendosi all’azione della forza di gravità che lo schiaccia verso il suolo. In sintesi per postura possiamo intendere una interazione dei diversi sistemi sensoriali il cui fine ultimo è il mantenimento della posizione eretta per opporsi alla forza di gravità.

Presbiopia

Incapacità del sistema visivo di accomodare. Genera una riduzione dell’acuità visiva da vicino. È un fenomeno naturale causato sostanzialmente dalla diminuzione di elasticità del cristallino che perde progressivamente la capacità di accomodare, cioè di aumentare il proprio potere diottrico per focalizzare gli oggetti vicini. Può causare affaticamento, bruciore, arrossamento agli occhi, mal di testa. Può essere corretta con lenti positive o addizionando un potere positivo alla correzione per lontano.

Prescrizione optometrica

Questo termine molto spesso è sovrapposto, o confuso, con il termine ricetta. Noi optometristi utilizziamo abitualmente questo termine, ma lo riteniamo più impositivo di ricetta, che obbliga il rispetto totale dei contenuti scritti, a differenza della ricetta che potrebbe teoricamente anche essere modificata.

Prisma

Mezzo trasparente triangolare a forma di prisma che devia la luce verso la propria base.

R

Ricetta optometrica

Noi ottici optometristi con il termine ricetta intendiamo un documento contenete la sintesi dei dati dell’analisi visiva indispensabili per realizzare un ausilio visivo su misura (sfera, cilindro, asse, prisma, base, D.I ecc.). E’ un documento che forniamo alla persona esaminata e dobbiamo inserirlo nella dichiarazione di conformità dell’ausilio visivo se fornito.

S

Strabismo

Difetto del sistema oculo-motorio dovuto a una deviazione manifesta degli assi oculari, che possono generare visione doppia (diplopia) e perdita della visione binoculare.

V

Visione

Fenomeno fisiologico percettivo attuato dalla psiche che, sulla base delle esperienze pregresse, interpreta gli stimoli nervosi provenienti attraverso le fibre del nervo ottico dalla retina. Questa genera impulsi nervosi a seguito di un processo biochimico attivato dall’immagine retinica. A sua volta questa è formata dalla focalizzazione sulla superficie retinica dai raggi ottici provenienti dall’ambiente esterno e rifratti dal sistema diottrico: lacrima- cornea- umor acqueo- pupilla-cristallino-umor vitreo. Altri fenomeni analoghi sono detti pseudo visione (fosfeni, post-immagini, allucinazioni, sogni, ecc).

Visus

Vedere acuità visiva.

Z

Zona ottica

Area centrale di una lente o di un dispositivo, nella quale è presente il potere diottrico.

Optometria e Ottica

Specialisti in Visione e Postura.

Optometria e Ottica

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